Sei cappelli per pensare

La creatività non è una caratteristica soltanto degli artisti. Esiste infatti una creatività tipica del mondo del lavoro, che aiuta a trovare soluzioni per problemi non risolvibili con i metodi tradizionali.

Si tratta di una creatività che supera l’abitudine consolidata a catalogare le informazioni in strutture mentali già predisposte, meccanismo sicuramente utile per guadagnare tempo nel normale processo di apprendimento ma tale da impedire di andare a fondo nelle cose e di scoprire associazioni non immediate. Edward De Bono è ritenuto una delle massima autorità nel campo del pensiero creativo. Nel corso della sua lunga carriera ha tenuto lezioni a Oxford, Cambridge e Harvard, ha scritto oltre 70 libri tradotti in decine di ingue diverse e ha tenuto corsi e conferenze in tutto il mondo. Nei primi anni ’80 De Bono ha teorizzato il metodo dei sei cappelli per pensare – poi adottato da numerose aziende – che aiuta a pensare in un modo diverso da quello tradizionale.

Il metodo può essere utilizzato nel corso di discussioni di gruppo, ma anche individualmente per gestire progetti e sviluppare nuove idee. In pratica si tratta di “indossare” metaforicamente cappelli di diversi colori, che vuol dire assumere volontariamente determinati atteggiamenti di fronte ad un problema. In genere di fronte a un problema ognuno di noi mantiene sempre lo stesso atteggiamento: pessimista, ottimista, emotivo, distaccato. Nel metodo dei sei cappelli per pensare quando indossiamo un cappello dobbiamo cambiare atteggiamento assumendo quello corrispondente al cappello che abbiamo in testa in quel momento. I cappelli sono i seguenti:

  • Cappello bianco: neutralità, analisi dei dati, raccolta di informazioni senza giudicarle
  • Cappello rosso: libero sfogo a sentimenti ed emozioni, a cui va dato spazio perché possono portare a intuizioni
  • Cappello nero: il nero richiama la toga, il giudizio critico, la cautela che rileva gli aspetti negativi
  • Cappello giallo: è il colore del sole, dell’ottimismo, della visione positiva delle cose che trova aspetti vantaggiosi anche in idee apparentemente poco brillanti
  • Cappello verde: il verde è per antonomasia il colore della speranza, che vede le nuove idee e indica proposte migliorative
  • Cappello blu: il blu è il colore del cielo, come di qualcuno che dall’alto osserva la situazione e la coordina, quindi è il cappello di chi presiede la riunione e organizza il modo di pensare degli altri

Nelle parole di De Bono il metodo “separa l’ego dai risultati”, costringendo le persone con una forte personalità a esaminare il problema da diversi punti di vista. Quando il metodo viene utilizzato nei gruppi di lavoro, serve per ottenere da tutti i partecipanti contributi di vario tipo: creativi, cauti, riassuntivi, propositivi, appassionati e innovativi. Senza contare che la componente ludica aiuta a stemperare le tensioni tipiche delle discussioni.

Paolo Strina

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