Affari di famiglia

Viene immediato pensare, sentendo parlare di impresa familiare, alle attività commerciali o a quelle di produzione artigianale che fanno parte del nostro quotidiano, e magari sono nel nostro quartiere o nel paese dove viviamo.

Vengono anche in mente storie di imprenditoria privata, qualche marchio blasonato dell’alimentare o della moda che ha segnato il nostro costume per poi essere magari assorbito da un grande gruppo multinazionale. O ancora aziende salite alla ribalta per i contrasti famigliari sulla proprietà o sulla gestione.

La realtà dei gruppi famigliari è di fatto molto grande, ed è così importante nell’economia di tutto il mondo da solleticare di continuo la curiosità di numerosi studiosi. In molti, concentrando l’attenzione in particolare sui grandi gruppi, ne hanno confrontato le caratteristiche con quelle delle società quotate a capitale disperso, le “public companies”.

Ponendo molta attenzione nell’evitare categorie troppo rigide, diversi centri di ricerca hanno provato ad analizzare le caratteristiche di aziende quotate ma sotto il controllo gestionale e di capitale di un’unica famiglia, e le hanno confrontate con aziende simili ma non “famigliari”.

In breve sintesi, un elemento comune sembra essere una minor oscillazione dei risultati economici, con minori guadagni nei periodi “grassi”, ma anche con risultati assai migliori nei momenti di magra; la resilienza, ovvero la capacità di fare fronte a eventi traumatici, sembra nei gruppi famigliari, prevalere sulle grandi prestazioni economiche.

Fra gli elementi di distinzione vale la pena d’indicarne alcuni, ancora evitando separazioni rigide: le società di famiglia sono più frugali e meno appariscenti, sono poco indebitate, tengono alte l’attenzione al rischio e le soglie di riferimento quando valutano il ritorno degli investimenti, spesso operano in business molto ben diversificati e sono più internazionali, e questo forse non tutti saremmo stati capaci di immaginarlo; sono capaci di fidelizzare di più i talenti alle proprie dipendenze.

Insomma, tra fondi sovrani, public companies, società quotate a partecipazione statale, ecc….. la famiglia come sta? Bene grazie, cresce. Anche in tempi di crisi.

Marcello Re

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