VIRTUOSI IN TEMPI DI CRISI

Diverse startup cinesi durante la crisi del COVID hanno sviluppato in tempi rapidi prodotti utili a contenere e monitorare il virus: mascherine con un sistema interno di disinfezione a raggi UV, occhiali a sensori infrarossi in grado di monitorare in due minuti la temperatura a 200 persone nel raggio di tre metri e così via. Un’incredibile capacità di risposta rapida alla crisi.

Riflettevo però che a fronte di questa capacità di risposta la crisi del coronavirus ci ha posto drammaticamente di fronte alla totale dipendenza del mondo occidentale dalla Cina e più in generale dai paesi del sud-est asiatico per dispositivi di protezione individuale indispensabili in momenti di pandemia. Così come ha trovato il nostro Paese (e non solo) sprovvisto di produttori di apparecchiature mediche indispensabili come i ventilatori polmonari.

In un mondo basato sul just in time ci siamo accorti che il modello può essere molto fragile se non ci sono filiere resilienti e accordi internazionali di mutuo soccorso solidi e vincolanti.

In effetti prima della crisi del COVID l’UE stava avviando una riflessione su una globalizzazione che così com’è non è sostenibile né socialmente né ambientalmente, pur presentando indubbi vantaggi economici. Il cosiddetto Green New Deal dovrebbe servire a orientare le politiche economiche in ottica di sistema e di lungo periodo.

Una “bibbia” del capitalismo come il Financial Times ha scritto recentemente che le aziende non dovrebbero pensare solo a tagliare i costi e ad avere rapporti di mero interesse di breve termine con i fornitori, ma dovrebbero ragionare in termini sistemici e di interesse comune a medio-lungo termine. Altrimenti per vantaggi di breve termine si rischia di distruggere l’intera catena di fornitura, di rendere fragili le strutture sociali tagliando le reti di sicurezza e di basare il reddito di troppe famiglie sulla precarietà della gig economy. Abbiamo visto negli USA come poche settimane di lockdown abbiamo creato decine di milioni di disoccupati. Insomma le scelte macro e microeconomiche sono strettamente intrecciate.

Un’impresa lungimirante e che guarda avanti deve essere pronta a fronteggiare futuri scenari di crisi: organizzandosi in modo da creare una filiera del valore solida e resiliente, creando alleanze inedite anche con competitor nell’ottica di mettere in comune risorse quando necessario, attuando politiche che diano certezze e stabilità a collaboratori e dipendenti. Contribuendo in tal modo alla propria profittabilità di lungo periodo ma anche al bene comune.

Ripartiamo ma su basi nuove e guardando avanti

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