Controllo accessi

Gestione degli accessi con software di rilevazione

Una delle applicazioni della tecnologia RFId da noi adottate riguarda la gestione degli accessi in aree riservate e il controllo degli esiti del test di messa a terra effettuato sugli operatori.

COSA PREVEDONO LE NORME IEC

Secondo le norme IEC tutti gli addetti, per fare ingresso nell’area riservata alla produzione, devono indossare indumenti e scarpe specifiche. Inoltre è necessario che con apposito misuratore si verifichi che l’operatore superi il controllo previsto.

Funzionamento del sistema

L’addetto deve indossare il camice personale, identificato con un tag RFId cucito nel capo, e le scarpe idonee. Con il misuratore di messa a terra (nello specifico un PGT 120), se l’esito del test è positivo, l’addetto ottiene l’abilitazione a entrare nella sala di produzione. Un’antenna RFId, leggendo il tag cucito nel camice, sblocca in automatico la porta di accesso. Grazie al nostro software è possibile registrare gli esiti dei test e il passaggio dei singoli addetti abilitati. Il programma consente inoltre di configurare gli operatori e di assegnare loro appositi previlegi.

Come nasce il progetto

Il prospetto nasce dall’esigenza di impedire l’accesso agli operatori sprovvisti di divisa. Un semplice badge non avrebbe garantito questo requisito, pur consentendo all’operatore di aprire la porta e accedere alla sala di produzione. Per questo noi di Phloema abbiamo studiato una soluzione in grado di integrare due sistemi indipendenti e trovare i dispositivi adatti per la lettura dei tag RFId a distanza.

STRUTTURA E COMPLESSITÀ: DATI TECNICI

Per la progettazione di un software per la gestione degli accessi adeguato alle richieste, abbiamo innanzitutto individuato un tag idoneo alla lavanderia e sufficientemente performante. Questo contrassegno è stato cucito in modo permanente sulle divise degli addetti, rese, così, personali e non cedibili. Il camice nominativo è diventato il badge per aprire le porte. La struttura del software ha richiesto l’inserimento in rete del sistema PGT120 per la verifica che il singolo addetto deve superare prima di entrare. Ad esso è stato collegato un sistema da noi progettato, utile ad associare il risultato del test con il rilascio dell’autorizzazione all’apertura delle porte. Il sistema è in grado di gestire un numero elevato di porte con la relativa elettroserratura. È stato realizzato un monitor sul quale viene mostrata una pagina web con l’aggiornamento dei passaggi giornalieri. Sono stati usati reader IMPINJ per collegare le antenne di Kathrein. Inoltre è stata montata un’antenna RFId sopra ogni porta di accesso dotata di elettrocalamita per la chiusura. Tutte le antenne sono state collegate ai reader IMPINJ. Il programma da noi sviluppato, in base al contrassegno letto, invia al reader il comando utile a sbloccare l’elettrocalamita della porta corretta e accende una luce verde per segnalare che il contrassegno ha ottenuto l’autorizzazione. In caso contrario, si accende una luce rossa.

Quali vantaggi assicura

Il nostro software garantisce al cliente una completa gestione degli accessi in aree riservate. Inoltre:

  • impone agli operatori di avere indosso il camice personale e di aver superato il test
  • garantisce quindi che gli addetti siano conformi alle norme IEC previste per le operazioni da svolgere nella sala di produzione
  • consente di ottenere dati evidenti riguardo gli accessi, evitando di affidare questo processo esclusivamente alle registrazioni volontarie degli operatori
  • anche i clienti che visitano il reparto vengono registrati dal sistema automatico di controllo

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