La  crisi economica generata dalla pandemia COVID-19 può costringerti a ripensare la tua offerta, il tuo prodotto o il tuo servizio: perché nel frattempo il mondo è cambiato e alla ripartenza non sarà più come prima e ognuno deve ripensare al modo con cui genera valore. Per stare sul mercato può esserci necessità di innovare, che vuol dire comprendere e selezionare la strada giusta da seguire. Vuol dire anche immaginare quale problema puoi risolvere al cliente, in modo innovativo e pensando fuori dagli schemi. Considera sempre qual è il problema del cliente, magari non esplicitato: bisogna scavare e scoprire dietro le sue esplicite richieste qual è il modo per generare valore per lui. Visioni nuove quindi ma soprattutto capacità di realizzarle, perché la buona idea in sé vale il 10% della probabilità di successo, il 90% è invece determinato dalla capacità di farla diventare realtà. Quindi non solo e non tanto fare cose nuove ma soprattutto realizzare cose che funzionano. Per risolvere problemi reali, impattare sul mercato e così dare nuove possibilità di sviluppo alla propria azienda.

Un’innovazione potrebbe rappresentare la svolta per l’azienda ma il risultato non è mai scontato. Digitalizzazione, Industria 4.0, Realtà Virtuale: lo spazio per l’innovazione è oggi molto ampio e spesso sostenuto da bandi pubblici che permettono lo sviluppo di prototipi limitando le risorse economiche da investire. Occorre testare le possibilità, creare scenari da verificare con i numeri della propria azienda capendo quali sono le leve da muovere per ottenere il risultato auspicato.

Rapidi nell’apprendimento, veloci sul mercato: sempre in dialogo con i propri migliori clienti, quelli con cui il rapporto di collaborazione è solido e duraturo.

Ad oggi, quante aziende italiane sono digitalizzate?

Perchè la PMI è così “indietro”?
I motivi sono vari: poche competenze digitali, difficoltà di investimento e mancanza di figure specializzate.
Si stima che nel 2022 il 98% delle aziende medio/grandi e il 50% delle PMI saranno digitalizzate, granzie anche al piano transizione 4.0.

Quali possibilità offre la Business Intelligence?

  • L’importanza di avere una base dati solida e consolidata, farsi trovare pronti al momento delle decisioni per non basarle solo sulle sensazioni
  • Creazione di un cruscotto aziendale per il management
  • Dati distribuibili ai diversi livelli manageriali
  • Dati sempre disponibili per la creazione di business plan
  • Dati solidi sempre disponibili per l’adesione a bandi pubblici
  • Partire dei propri dati storici consolidati per creare simulazioni su scenari mutevoli
  • Supporto nella determinazione dei costi di prodotto e definizione del prezzo di vendita
  • Supporto alla definizione della strategia commerciale (quali mercati, paesi, ecc.)
  • Analisi della marginalità del prodotto, mercato, azienda
  • Comprensione e risoluzione delle inefficienze operative produttive e distributive
  • Supporto nell’analisi economica e finanziaria
  • Ottimizzazione dei flussi finanziari potendo intervenire sulle voci di dettaglio

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